Archie Williams venne condannato all’ergastolo nel 1983 per stupro e tentato omicidio. Quasi 36 anni dopo, le impronte digitali identificarono un altro uomo.
Nel 1983, il ventiduenne Archie Williams venne condannato in Louisiana all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale per stupro, tentato omicidio e altri reati commessi l’anno precedente a Baton Rouge. Williams continuò a dichiararsi innocente. Sarebbero serviti quasi 36 anni prima che una prova forense conducesse a un altro uomo.

Archie Williams: una condanna nonostante le impronte lo escludessero
Il 9 dicembre 1982, una donna di 31 anni venne aggredita nella propria abitazione di Baton Rouge. L’uomo entrò con la forza, la violentò e, quando un’altra persona arrivò alla casa, accoltellò la vittima prima di fuggire.
La donna identificò Williams come l’aggressore. Quell’identificazione divenne un elemento centrale dell’accusa. Sulla scena, però, erano state raccolte numerose impronte digitali e Williams era stato escluso da tutte quelle sufficientemente chiare per essere confrontate.
Nel 1983 una giuria lo dichiarò comunque colpevole.
L’Innocence Project assunse il caso nel 1995. Successive analisi del DNA effettuate nel 2009 esclusero Williams dal materiale genetico maschile esaminato, ma non permisero di identificare l’aggressore. La battaglia si concentrò quindi sulle vecchie impronte digitali.
Il database dell’FBI trova una corrispondenza
Nel marzo 2019, nove impronte giudicate utilizzabili vennero finalmente sottoposte al più moderno sistema nazionale dell’FBI, il Next Generation Identification.
La ricerca indicò Stephen Forbes. Gli esperti della Louisiana State Police e un laboratorio indipendente conclusero che alcune impronte della scena appartenevano a lui.
Forbes aveva precedenti particolarmente significativi: nel 1986 era stato arrestato mentre tentava di aggredire sessualmente una donna a meno di due miglia dal luogo del crimine attribuito a Williams e aveva successivamente confessato altri quattro stupri. Era morto in carcere nel 1996 e non era mai stato interrogato per l’aggressione del 1982.
Il 21 marzo 2019, accusa e difesa chiesero congiuntamente l’annullamento della condanna. Il tribunale accolse la richiesta, le accuse furono ritirate e Williams venne liberato.
Aveva trascorso 35 anni e 11 mesi in carcere per un crimine che non aveva commesso.